Con le detrazioni la veranda pi conveniente...ma non dimentichiamo le regole-base!

Gli incentivi fiscali previsti dalla legge di stabilità 2017, che consentono di recuperare sotto forma di detrazioni IRPEF parte delle spese sostenute, riguardano anche le operazioni di ristrutturazione relative alle verande, e in particolare le attività classificabili come

  • Innovazioni rispetto alla situazione precedente
  • Nuova costruzione con demolizione del muro che dà sul balcone creando aumento di superficie lorda di pavimento
  • Trasformazione di balcone in veranda
  • Rifacimento parziale (interventi alle parti condominiali)
L’agenzia delle entrate spiega tutti i dettagli per usufruire delle detrazioni in una pratica guida scaricabile, ma per essere certi di realizzare un’operazione regolamentare, e non rischiare sanzioni o interventi persino più drastici, bisogna innanzitutto rispettare le regole-base che ci consentono di procedere. Rivediamole insieme e memorizziamole bene!

Le verifiche necessarie prima di avviare il progetto

Bisogna innanzitutto verificare se è ancora possibile “ampliare” l’immobile: la veranda propriamente detta è infatti una struttura fissa che costituisce un aumento della volumetria dell’edificio, e bisogna pertanto verificare presso l’ufficio tecnico del Comune se - in base al Regolamento edilizio locale - c’è ancora disponibilità di volumetria residua.

È necessario inoltre verificare che in seguito all’intervento restino comunque grantiti i requisiti aero-illuminanti stabiliti dal regolamento d’igiene e gli eventuali ulteriori requisiti fissati dai regolamenti locali (limiti d’altezza, vincoli nell’uso dei materiali, percentuali di superfici finestrate etc).

Bisogna inoltre accertarsi che non ci siano vincoli paesaggistici specifici (ad esempio nel caso di edifici tutelati dalla soprintendenza ai Beni culturali o situati in aree paesaggistiche di pregio) che possono rendere necessario l’inoltro di una specifica domanda di autorizzazione. Recentemente - ma per i soli casi in cui la veranda riguardi attività commerciali - un decreto del Presidente della Repubblica ha reso più rapida e semplice la procedura di autorizzazione, con tempi di rilascio contenuti entro 60 giorni.

Le procedure da espletare

Se l’immobile su cui si interviene non è un edificio unifamiliare ma un condominio è necessario chiedere l’autorizzazione a procedere a tutti i condomini (e allegarne la documentazione alla successiva richiesta di rilascio del permesso)

Redigere e presentare in Comune la richiesta del permesso a costruire, a cui vanno allegati il progetto e la relazione tecnica redatti da un professionista abilitato (geometra, architetto o ingegnere).

Variazioni ed eccezioni alle regole

In alcuni comuni - in seguito alla cosiddetta “Riforma Madia”, anche questo percorso è stato semplificato e si può procedere presentando una Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA); pertanto è bene informarsi preventivamente sulla situazione locale: i Comuni sono tenuti a pubblicare sui loro siti internet tutte le informazioni e la modulistica relative alle procedure edilizie per i diversi tipi di intervento. Qualora si proceda tramite SCIA al termine dei lavori sarà necessario presentare la modifica catastale all'Agenzia delle Entrate, abbinata alla nuova planimetria dell’appartamento.