Serre, verande, pergole e co.: per essere in regola necessario distinguerle bene

Sappiamo bene che quella dei regolamenti edilizi è una giungla in cui è molto difficile addentrarsi, infestata dalla più feroce burocrazia e piena di tranelli, ambiguità e contraddizioni, dovute spesso e volentieri alla disomogeneità imperante nelle sue oltre ottomila varianti (una per ciascun Comune del nostro bel Paese, come faceva notare Sergio Rizzo in un divertente ma amaro articolo pubblicato sul Corriere della Sera).

Una sentenza che ci chiarisce le idee

Per fortuna qualche mese fa è stata fatta chiarezza almeno su una categoria di interventi, grazie alla sentenza del Consiglio di Stato n° 306/2017, intervenuta a dirimere una controversia sorta tra la proprietaria di un immobile sito in un paese della provincia di Salerno, che aveva realizzato una struttura esterna chiusa con teli plastificati per la quale era stata emessa un’ordinanza di demolizione per irregolarità. L’impugnazione dell’ordinanza aveva in un primo momento avuto esito negativo e il TAR aveva respinto il ricorso, ma il successo intervento in appello ha finalmente dato ragione alla ricorrente annullando l’ordinanza di demolizione ed ha inoltre dato l’occasione al Consiglio di stato di definire e differenziare con esattezza tutte le possibili tipologie di struttura esterna precisando per ciascuna i relativi adempimenti da effettuare per poter essere in regola con la realizzazione.

La classificazione delle strutture esterne

  • Pergolato: struttura aperta su almeno tre lati e nella parte superiore. Non necessita di titoli abilitativi edilizi, a meno che non venga coperta superiormente e anche solo parzialmente con una struttura non facilmente amovibile, nel quale caso deve rispettare le regole previste per la realizzazione delle tettoie.
  • Gazebo: struttura leggera (realizzata in ferro battuto, alluminio o legno), non aderente ad altro immobile, coperta nella parte superiore e aperta ai lati, talvolta chiusa ai lati da tende facilmente rimuovibili. Se utilizzata come struttura temporanea non necessita di titoli abitativi, ma se è affissa al suolo è soggetta al permesso di costruire.
  • Veranda: sia che abbia la tipologia di loggiato, di balcone, di terrazza o di portico, se è chiusa ai lati da superfici vetrate anche apribili determina un aumento della volumetria dell’edificio e una modifica della sua sagoma e necessita quindi del permesso di costruire.
  • Pergotenda: struttura leggera realizzata per consentire in modo stabile e duraturo un migliore uso dello spazio esterno; essendo facilmente rimovibile e non modificando la destinazione d’uso dello spazio che delimita la sua realizzazione non è soggetta al rilascio di permesso di costruire, ma rientra tra le attività di edilizia libera.
  • Tettoia o pensilina: elementi di arredo, riparo o protezione anche dagli agenti atmosferici. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 33267/2011 ha stabilito che questi tipi di intervento sono fra loro equiparabili ed entrambi aumentano l’abitabilità dell’immobile, e in tutti i casi in cui l’intervento non si possa ritenere precario o pertinenziale per la loro realizzazione è necessario il permesso di costruire.